Cos’hanno in comune un chiodo, un bicchiere d’aqua di fonte e una vecchia picina abbandonata?
Ma soprattutto cosa c’entrano queste cose con i tuoi caloriferi che non si scaldano bene o il tuo amato riscaldamento a pavimento che scalda solo in parte? Fai un esperimento: prendi un bicchiere, mettici l’acqua più pulita e pura che trovi e un chiodo nuovo, ricontrolla dopo un paio di mesi. Agita un poco il bicchiere, cosa vedi?
Probabilmente intravedi appena il chiodo, nascosto da una brodaglia rossastra.
L’acqua era pura, il chiodo nuovo, il bicchiere pulitissimo, eppure il chiodo si è arrugginito e l’acqua si è saturata di ferro… Niente di strano, la chimica ha fatto il suo corso!
Un metallo poco nobile come il ferro, a contatto con acqua e ossigeno, ha dato il via ad una ossido-riduzione e si è trasformato in idrossido ferroso, idrossido ferrico, ruggine, magnetite e ossido ferroso!
E sai una cosa ? In qualsiasi impianto di riscaldamento, (si, anche nel TUO) se non opportunamente trattato accade lo stesso!
Se in più aggiungiamo basse temperature (tra i 30 e i 40 °C) si aggiunge anche proliferazione algale-batterica, che crea un biofilm che può arrivare ad ostruire circuiti e scambiatori!
Hai presente le alghe che trovi in una piscina abbandonata?
Il risultato è che in una giornata invernale fredda, torni a casa, accendi il riscaldamento e quei maledetti caloriferi non si scaldano bene!
Oppure hai il riscaldamento a pavimento, ma invece che un confortevole tappeto di calore ti ritrovi con una serie di zone calde e fredde alternate a scacchiera! E non riesci a girare a piedi nudi per casa come ti piace a causa del freddo improvviso che senti !
Oppure imposti la temperatura desiderata sul termostato e non tutte le stanze si scaldano!
Oltretutto la caldaia va che è un piacere, chissà quanto gas starà consumando, e tu non riesci a goderti il caldo che vorresti!
Se parliamo di caloriferi freddi sicuramente puoi provare a fare alcuni semplici controlli:
Sono dei tubicini trasparenti posti sulle partenze dei tubi dell’impianto a pavimento, li trovi dietro un pannello a muro che li copre e li ripara. Oltre ai tubi potrebbero esserci pompe, sfiati, centraline elettriche… ma ora concentrati solo su quei tratti di tubo trasparente.
Non vedi tratti di tubo trasparenti?
Vedi solo tubi di plastica colorata e poi dei tratti di tubo in cui vedi che c’è acqua ma sono marroncini? O verdastri ? O rossastri ?
Ecco, il problema potrebbe essere proprio quello: alghe nell’impianto di riscaldamento, alghe che hanno ostruito i passaggi dell’acqua fino a bloccarti intere zone del pavimento.
A questo punto è chiaro che la soluzione è di lavare l’impianto di riscaldamento, ma di preciso che cos’è un LAVAGGIO IMPIANTO ?
Vanno smontati i caloriferi? Devo rompere il pavimento? Mi si sporca tutta la casa ? E se con l’acido mi si bucano i tubi ?
Serve anche se l’impianto è nuovo? E se ho l’addolcitore dell’acqua serve lo stesso?
Partiamo con il dire che per lavaggio impianto riscaldamento si intende la pulizia del sistema di distribuzione e di emissione di un impianto di riscaldamento, cioè dei tubi , dei caloriferi, dei pannelli radianti ( pavimento ) , ventilconvettori, collettori o quant’altro sia collegato appunto all’impianto di riscaldamento.
Va effettuato anche se hai un addolcitore d’acqua o se il tuo impianto è nuovo e non viene fatto smontando i caloriferi o con tecniche invasive.
E’ diviso in tre fasi:
Il lavaggio consiste nel mettere in sospensione le impurità presenti nell’impianto e viene effettuato con l’introduzione di liquidi specifici ( noi li utilizziamo esclusivamente NON ACIDI e NON CORROSIVI ) che lavorano con il movimento ( come il sapone sulle mani, che se non viene sfregato non pulisce ) e può durare una settimana – 10 giorni se si usa la pompa della caldaia oppure qualche ora se si usa una pompa esterna dedicata.
Il risciacquo serve ad eliminare le impurità dall’impianto e viene effettuato esclusivamente tramite pompa dedicata specifica per questo tipo di lavori
La protezione avviene tramite prodotti chimici che servono ad evitare che il nostro impianto, ora pulito, si risporchi nuovamente.
Entrando nello specifico del lavaggio:
hai un impianto che circola male perchè sporco.
Se è un vecchio impianto a caloriferi troveremo fanghi composti principalmente da ossidi metallici, scaglie metalliche e polvere nera di magnetite. Negli impianti di riscaldamento a pavimento troveremo invece principalmente residui di alghe e batteri, ma anche scorie e scaglie metalliche. Negli impianti misti un mix di tutto quanto!
E negli impianti nuovi? Ebbene si, anche negli impianti nuovi si trovano scorie di produzione dei caloriferi, pezzi di canapa, sabbia di fonderia, scaglie di lavorazione di filetti etc…
Utilizzando prodotti specifici possiamo smuovere e portare in soluzione queste sostanze , ma se non provvediamo a toglierle dall’impianto torneranno a depositarsi e a creare gli stessi problemi che volevamo risolvere.
Quindi prima di tutto diffida da chi ti dice che ti lava l’impianto solo inserendo nell’impianto un miracoloso e non meglio definito liquido sciogli fanghi .
Un lavaggio impianto ben fatto richiede tempo, prodotti di qualità, abilità, attrezzature adeguate… ma soprattutto tempo!
Se l’impianto è molto sporco va prima di tutto sciacquato preliminarmente con acqua, fino a che non sia pulita. Dopodichè vanno inseriti i liquidi di lavaggio ( devono circolare 10-15 giorni con il circolatore di caldaia o qualche ora con un circolatore specifico per i lavaggi impianto ) che smuovono e mettono in sospensione lo sporco.
La fase di lavaggio è molto importante, e può avvenire solo con il movimento dell’acqua nell’impianto. Immagina ad esempio di volerti lavare le mani con il sapone, ma senza sfregarle dopo averle insaponate. Come puoi immaginare non si puliranno affatto, e lo stesso vale per i liquidi di lavaggio impianto: se non circolano non lavano!
Passiamo al risciacquo:
Si chiama “Lavaggio impianto” ma il lavaggio in se , da solo, è totalmete inutile!
Ma come ?! Ho finalmente capito che devo lavare l’impianto e poi scopro che il lavaggio è inutile?
Ebbene si! Il lavaggio impianto, DA SOLO, è totalmente inutile !
Il risciacquo impianto, è la parte più importante del lavaggio impianto! L’utilizzo di ottimi prodotti per il giusto tempo ci permette di smuovere e mettere in sospensione la quasi totalità delle impurità presenti negli impianti lavati, ma se non riusciamo a portare queste impurità fuori dall’impianto vanifichiamo lo sforzo fatto.
Quindi il trucco per lavare bene un impianto è sciacquarlo bene, con la giusta attrezzatura e con le giuste modalità e soprattutto con i giusti tempi!
Resta poi la protezione:
esistono 2 tipi di protezione : una meccanico e una chimica.
Mantenere pulito il tuo impianto, dopo aver speso energie e soldi per farlo, è fondamentale!
Per catturare eventuali scaglie o particelle sfuggite al lavaggio è sempre consigliabile installare un buon filtro defangatore ( magnetico se abbiamo ferro nell’impianto ) e per evitare invece che i fenomeni di corrosione e proliferazione batterica che hanno portato il nostro impianto a bloccarsi ripartano è indispensabile inserire dei prodotti chimici specifici, detti protettivi o inibitori.
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